| Il Centro Sportivo Italiano è
un'associazione senza scopo di lucro,
fondata sul volontariato, che
promuove lo sport come momento di
educazione, di crescita, di impegno e
di aggregazione
sociale, ispirandosi
alla visione
cristiana dell’uomo
e della storia nel
servizio alle
persone e al
territorio. Fondata
nel 1944, è la più
antica associazione
polisportiva attiva in
Italia, nata con
l’intento di proseguire
l'esperienza della
FASCI (Federazione
delle Associazioni
Sportive Cattoliche
Italiane), creata nel
1906 dall'Azione
Cattolica Italiana e sciolta nel 1927
dal regime fascista. A Ischia nasce nel
1998 con il nome di CSI Isola
d’Ischia. In questi anni, si è cercato di
creare dei rapporti con i parroci e fino
ad oggi si è riusciti ad affiliare 8
parrocchie, con le quali è stato
organizzato un torneo di
calcetto nazionale, con un
totale di più di 200
iscritti.
Inoltre sono stati
numerosi i corsi di
formazione
organizzati per
allenatori, arbitri
e dirigenti, e numerose sono state
anche le manifestazioni realizzate a
livello isolano come la Pasqua dello
sportivo.
La nostra
parrocchia è stata la prima ad affiliarsi
al CSI nel lontano 1999 con il nome
di Olimpic Sant’Antuono. Sono state
organizzate diverse manifestazioni
sportive parrocchiali, tornei nazionali
di calcio a 5, tornei di pallavolo e,
durante la settimana, i ragazzi si
allenano in diverse strutture.
Nella nostra
parrocchia lo
sport ha un ruolo
fondamentale per l’educazione dei
giovani. Attualmente ci sono circa un
centinaio di iscritti, dai 7 anni in su
suddivisi in varie discipline:
calcio a 5, calcio a 11 e a 7,
pallavolo, ciclismo; è in
corso la partecipazione a
due campionati - uno FIGC
e uno CSI - con le categorie
Juniores e Open. In tutti
questi anni si è cercato
sempre di condividere i
valori del CSI: “Educare
attraverso lo sport”.
Questa è la missione del
Centro Sportivo Italiano.
Questo è ormai
consolidato nella prassi e
nella coscienza
dell’associazione a tutti i
livelli.
Anche lo sport, inteso in
questo senso può diventare uno
strumento di prevenzione dei più
diffusi disagi sociali quali la solitudine,
le paure, i timori, i dubbi, le devianze
dei più giovani.
Un'attività sportiva organizzata,
continuativa, seria, promossa da
educatori, allenatori, arbitri, dirigenti
consapevoli del proprio "mandato"
educativo, aiuta i giovani ad andare
oltre, ad abbandonare gli egoismi e
ad affrontare la strada della
condivisione, della sperimentazione
del limite, della conoscenza di sé. In
tutti questi anni un impegno costante,
una ragione di fondo semplice quanto
delicatamente gravosa: sostenere lo
sport che vada incontro all'uomo.
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