La Lettera Pastorale
 

Pasqua, mistero di gioia…

  ...il banchetto è pronto!
Venite pagani, venite voi che non credete...
 

  

Nel Giardino degli Ulivi, mentre Gesù stava pregando, arrivano quelli che volevano arrestarlo. Gesù vuole che anche Giuda capisca il gesto dell'Ultima Cena. Purtroppo il suo discepolo arriva, si avvicina a Gesù e compie un gesto affinché nel pieno della notte le guardie possano vederlo e prenderlo…
Giuda si avvicina, lo abbraccia e lo bacia. Anche in questa situazione così terribile… Gesù ha la forza di chiamarlo “Amico”, “Amico, tu mi tradisci, ma guarda che io ti ho già perdonato ancor prima che le guardie venissero,
e sappi che io ho dato la vita per te, che io morirò anche per te; affinché
il vostro amore tra fratelli sia alimentato dal mio: unico e generoso”.
Giuda non solo lo tradisce, ma non capisce un tubo di questo amore così
libero, gratuito e liberante del suo amico Gesù, infatti va… a uccidersi.
Invece un altro crocifisso e sofferente come Lui in croce, riconosce che
Gesù, proprio per il fatto di essere innocente, non si era mai difeso. E a
questa Persona, per la prima volta nella sua vita, con coraggio chiede
aiuto e comprensione verso quel Dio di cui non gli era mai fregato niente.
E prima di morire gli dice: “Io ho combattuto i Romani e loro hanno
fatto poi del male al popolo che io difendevo.. tu invece sei stato buono
con tutti, non hai mai commesso peccati, mai hai parlato male degli
altri o detto cattiverie… beh quando ritornerai vicino al tuo Papà, ricordati
di me! Io sono stato un ladrone, un violento, un terrorista…”.
Ecco due modi di morire diversi, due peccatori: uno lo era stato per tutta
la sua vita, l'altro, Giuda, solo negli ultimi istanti. Gesù moriva per
entrambi: per chi lo aveva tradito e per chi lo aveva invocato e al suo
grande e immenso Papà diceva: “Perdona tutti gli uomini, se peccano
è perché vengono imbrogliati, si lasciano illudere e non sanno quello
che fanno”. Così in quel pomeriggio di molti anni fa, Gesù era in croce ma danzava di gioia. Stava danzando per il fariseo e il pubblicano, per il sacerdote del tempio e per il romano, per lo scriba e per chi non conosceva Dio, per la peccatrice perdonata e per l'amico Lazzaro risuscitato. Sì Dio danzava per tutte quelle persone che lo avevano
conosciuto, che lo avevano toccato, per noi che lo abbiamo conosciuto
tramite i nostri nonni e genitori. Gesù fisicamente piangeva, urlava,
ma nel suo spirito danzava di gioia perché finalmente l'uomo era da Lui
riconciliato con Dio suo Papà. Gesù quel pomeriggio, inchiodato
alla croce, danzava di gioia tra il cielo e la terra, invitava alla festa del perdono e diceva: “Venite amici ebrei, il banchetto è pronto! Venite pagani, venite voi che non credete, venite voi che vi pensate così peccatori da non sentirvi degni di essere vicini al mio Papà, venite! Il Regno ormai è
aperto a tutti voi, che Dio ha tanto amato fino a donarvi me, il suo unico
Figlio!!!”. …quel pomeriggio fu sepolto dai suoi amici in una tomba, ma Lui era il Signore della Vita e alla Vita sarebbe ritornato, chiamato da Dio il suo grande e immenso papà. E oggi questo Gesù a ciascuno di noi dice: “Amami come sei, conosco le tue difficoltà, le tue deficienze, le tue miserie, le tue stanchezze, i tuoi peccati, le tentazioni della tua carne, il tuo essere vigliacco, la poca fede nel tuo essere comunque figlio mio… ma ti dico lo stesso: amami come sei. Voglio il tuo cuore; non aspettare che tu sia perfetto per amarmi, perché rischierai di non amarmi mai!

Non voglio trasformarti, ma ti amo così: come Giuda o il ladrone sulla
croce. Oggi sono qui alla tua porta con le ferite, ma risorto, e busso alla
tua porta: non voglio condannarti, ma amarti. Figlio e figlia mia aspetto
il tuo amore, ma io ti amo già così come sei; io ti ho donato la vita: te l'
ho data per amare così come sei”.

Auguri a tutti di cuore
 

vostro don Carlo

 
 
 

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Sabato ore 18:00 - 19:30 San Domenico

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