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Nel Giardino degli Ulivi, mentre
Gesù stava pregando, arrivano
quelli che volevano arrestarlo.
Gesù vuole che anche Giuda
capisca il gesto dell'Ultima Cena.
Purtroppo il suo discepolo arriva, si
avvicina a Gesù e compie un gesto
affinché nel pieno della notte le
guardie possano vederlo e prenderlo…
Giuda si avvicina, lo abbraccia e
lo bacia.
Anche in questa situazione così terribile… Gesù ha la forza di chiamarlo
“Amico”, “Amico, tu mi tradisci, ma
guarda che io ti ho già perdonato
ancor prima che le guardie venissero,
e sappi che io ho dato la vita per
te, che io morirò anche per te; affinché
il vostro amore tra fratelli sia alimentato
dal mio: unico e generoso”.
Giuda non solo lo tradisce, ma non
capisce un tubo di questo amore così
libero, gratuito e liberante del suo
amico Gesù, infatti va… a uccidersi.
Invece un altro crocifisso e sofferente come Lui in croce, riconosce che
Gesù, proprio per il fatto di essere
innocente, non si era mai difeso. E a
questa Persona, per la prima volta
nella sua vita, con coraggio chiede
aiuto e comprensione verso quel Dio
di cui non gli era mai fregato niente.
E prima di morire gli dice: “Io ho
combattuto i Romani e loro hanno
fatto poi del male al popolo che io
difendevo.. tu invece sei stato buono
con tutti, non hai mai commesso
peccati, mai hai parlato male degli
altri o detto cattiverie… beh quando
ritornerai vicino al tuo Papà, ricordati
di me! Io sono stato un ladrone,
un violento, un terrorista…”.
Ecco due modi di morire diversi, due
peccatori: uno lo era stato per tutta
la sua vita, l'altro, Giuda, solo negli
ultimi istanti. Gesù moriva per
entrambi: per chi lo aveva tradito e
per chi lo aveva invocato e al suo
grande e immenso Papà diceva:
“Perdona tutti gli uomini, se peccano
è perché vengono imbrogliati, si
lasciano illudere e non sanno quello
che fanno”.
Così in quel pomeriggio di molti anni
fa, Gesù era in croce ma danzava di
gioia. Stava danzando per il fariseo e
il pubblicano, per il sacerdote del
tempio e per il romano, per lo scriba
e per chi non conosceva Dio, per la
peccatrice perdonata e per l'amico
Lazzaro risuscitato. Sì Dio danzava
per tutte quelle persone che lo avevano
conosciuto, che lo avevano toccato,
per noi che lo abbiamo conosciuto
tramite i nostri nonni e genitori.
Gesù fisicamente piangeva, urlava,
ma nel suo spirito danzava di gioia
perché finalmente l'uomo era da Lui
riconciliato con Dio suo Papà.
Gesù quel pomeriggio, inchiodato
alla croce, danzava di gioia tra il cielo
e la terra, invitava alla festa del perdono
e diceva: “Venite amici ebrei, il
banchetto è pronto! Venite pagani,
venite voi che non credete, venite
voi che vi pensate così peccatori da
non sentirvi degni di essere vicini al
mio Papà, venite! Il Regno ormai è
aperto a tutti voi, che Dio ha tanto
amato fino a donarvi me, il suo unico
Figlio!!!”.
…quel pomeriggio fu sepolto dai suoi
amici in una tomba, ma Lui era il
Signore della Vita e alla Vita sarebbe
ritornato, chiamato da Dio il suo
grande e immenso papà.
E oggi questo Gesù a ciascuno di noi
dice: “Amami come sei, conosco le
tue difficoltà, le tue deficienze, le tue
miserie, le tue stanchezze, i tuoi peccati,
le tentazioni della tua carne, il
tuo essere vigliacco, la poca fede nel
tuo essere comunque figlio mio… ma
ti dico lo stesso: amami come sei.
Voglio il tuo cuore; non aspettare
che tu sia perfetto per amarmi, perché rischierai di non amarmi mai!
Non voglio trasformarti, ma ti amo
così: come Giuda o il ladrone sulla
croce. Oggi sono qui alla tua porta
con le ferite, ma risorto, e busso alla
tua porta: non voglio condannarti,
ma amarti. Figlio e figlia mia aspetto
il tuo amore, ma io ti amo già così come sei; io ti ho donato la vita: te l'
ho data per amare così come sei”.
Auguri a tutti di cuore
vostro don Carlo
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