| Carissimi, nella Esortazione post-sinodale “Sacramentum caritatis” Papa Benedetto XVI ha ricordato che il Mistero eucaristico “è il dono che Gesù Cristo fa di se stesso, rivelandoci l’amore infinito di Dio per ogni uomo” (n. 1). Pertanto l’annuale appuntamento con Gesù Eucaristia durante la Settimana Eucaristica, costituisce un importante appuntamento di fede e di lode per la nostra comunità. È una grande occasione per adorare, lodare e ringraziare pubblicamente il Signore, che “nel Sacramento eucaristico continua ad amarci ‘fino alla fine’, fino al dono del suo corpo e del suo sangue” (Sacramentum caritatis, 1).
La Settimana Eucaristica ci riconduce al clima spirituale del Giovedì Santo, il giorno in cui il Signore Gesù, alla vigilia della sua Passione, istituì nel Cenacolo la Santissima Eucaristia. Le Quarantore costituiscono così una ripresa del mistero del Giovedì Santo, quasi in obbedienza all’invito di Gesù di “proclamare sui tetti” ciò che Egli ci ha trasmesso nel segreto (cfr Mt 10,27). Il dono dell’Eucaristia, gli Apostoli lo ricevettero dal Signore nell’intimità dell’Ultima Cena, ma era destinato a tutti, al mondo intero. Ecco perché va proclamato ed esposto apertamente, perché ognuno possa incontrare “Gesù che passa” come avveniva per le strade della Galilea, della Samaria e della Giudea; perché ognuno, ricevendolo, possa essere sanato e rinnovato dalla forza del suo amore.
I giorni della festa della Madonna della Libera saranno un’occasione propizia per prepararci all’incontro con Colui che è “la nostra Gioia”. Proprio lo speciale legame di Cristo Gesù con questa Madre e con la nostra comunità, mi ha indotto a proclamare nella Parrocchia, il prossimo mese di maggio, uno speciale Anno Mariano. Davvero Maria, la Madre del Signore, chiamata dal caro Papa Giovanni Paolo II "Donna eucaristica", ci insegna che cosa sia entrare in comunione con Cristo: Maria ha offerto la propria carne, il proprio sangue a Gesù ed è divenuta tenda viva del Verbo, lasciandosi penetrare nel corpo e nello spirito dalla sua presenza. Preghiamo Lei, nostra Madre, perché ci aiuti ad aprire, sempre più, tutto il nostro essere alla presenza di Cristo; perché ci aiuti a seguirlo fedelmente, giorno per giorno, sulle strade della nostra vita.
A metà della settimana Eucaristica ci uniremo in processione, quasi a portare idealmente il Signore Gesù per tutte le vie della nostra parrocchia. Lo immergeremo, per così dire, nella quotidianità della nostra vita, perché Egli cammini dove noi camminiamo, perché Egli viva dove noi viviamo. Noi camminiamo sulle strade del mondo sapendo di aver Lui al fianco, sorretti dalla speranza di poterlo un giorno vedere a viso svelato nell’incontro definitivo.
Intanto già ora noi ascoltiamo la sua voce che ripete, come leggiamo nel Libro dell’Apocalisse: “Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Questi giorni di grazia vogliono rendere percepibile, nonostante la durezza del nostro udito interiore, questo bussare del Signore. Gesù bussa alla porta del nostro cuore e ci chiede di entrare non soltanto per lo spazio di un giorno, ma per sempre.
Noi portiamo Cristo sulle strade della nostra parrocchia. Noi affidiamo queste strade, queste case - la nostra vita quotidiana - alla sua bontà. Le nostre strade siano strade di Gesù! Le nostre case siano case per Lui e con Lui! La nostra vita di ogni giorno sia penetrata dalla Sua presenza. Con questo gesto, mettiamo sotto i suoi occhi le sofferenze degli ammalati, la solitudine di giovani e anziani, le tentazioni, le paure – tutta la nostra vita. La processione vuole essere una grande e pubblica benedizione per questa nostra parrocchia: Cristo è, in persona, la benedizione divina per il mondo – il raggio della sua benedizione si estenda su tutti noi!
«È il Signore» (Gv 21, 7), il Crocifisso Risorto che continua a manifestarsi in mezzo alla sua Chiesa, come si manifestò quel mattino sulla spiaggia del mare di Galilea dopo una notte infruttuosa in cui i discepoli non presero nulla (Giovanni 21,1-24).
«È il Signore» che riconosciamo presente in mezzo a noi nel Sacramento Eucaristico. È Lui che desideriamo adorare, amare e seguire, sempre, ma in modo particolare nella prossima SETTIMANA EUCARISTICA.
«È il Signore», “il festeggiato” di questo nuovo anno pastorale, che incontriamo ogni giorno nella “sua casa”, per offrirgli l’ardore del nostro cuore adorante, che professa, celebra e vive la fede in Gesù, «il Signore».
Lasciamolo entrare nella nostra vita, e in questo tempo di preparazione all’ANNO MARIANO, impariamo “come Maria” a dire il nostro “Sì” a Gesù. Infatti come ci ricorda il nostro papa Benedetto XVI nella sua prima omelia: «chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera. Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita. Amen».
Vostro don Carlo.
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