La Lettera Pastorale
 

Antonio uomo di Dio (Vita Antonii 93)

 

Con tutti voi, carissimi, alla conclusione dell’Anno Giubilare Antoniano, voglio lodare il Padre, che nella testimonianza di fede dei santi continua a rendere feconda la sua Chiesa; glorificare il Figlio Gesù Cristo, il solo Santo che ha amato la Chiesa come sua sposa e ha dato se stesso per lei al fine di santificarla (Ef. 5, 25-26) unendola a sé come suo corpo e riempiendola con il dono dello Spirito Santo, per la gloria di Dio Padre;  adorare lo Spirito Santo per i frutti della grazia che produce nei fedeli e li stimola alla testimonianza della sua santità (cfr LG 39). Luminoso esempio  di semplicità e radicalità evangelica, S. Antonio abate, si è lasciato guidare dallo Spirito, accogliendo in sé Gesù Cristo, che lo ha reso caro a Dio e agli uomini.
A 1650 anni dalla morte, Antonio continua, infatti, a suscitare ammirazione  per la novità e la freschezza della vita dello Spirito, offrendoci un esempio di vita cristiana semplice e umile.
La parabola della sua vita ci fa toccare con mano, ancora una volta, come la bontà del Padre, Signore del cielo e della terra, privilegia i  piccoli e quelli ritenuti ignoranti, per far risplendere, proprio in essi, la sapienza, facendoli partecipi del suo Mistero Santo (Mt 11, 25).
Mentre esultanti di gioia ci prepariamo a celebrare la conclusione per il giubileo della sua nascita al cielo, raccogliamo dalla sua vita un ardente invito a camminare in santità, come insegnava il servo di Dio Giovanni Paolo II (NMI 31).
Con la sua intercessione, il nostro cammino di santità diventi più rapido e concreto nell’impegno della nuova evangelizzazione.
Al termine di questo anno giubilare sorge nel nostro cuore una domanda: Antonio quale eredità spirituale consegna alla nostra comunità parrocchiale?
Penso che ci faccia dono di alcuni punti cardine della sua spiritualità, per aiutarci a correre, come lui, nel “santo viaggio” (Salmo 84).
“Respirate sempre Cristo” (VA 91)
Con questo insegnamento che Antonio affida ai discepoli nel congedarsi dalla vita, disponiamo di una chiave di lettura essenziale per ripercorrere l’itinerario biografico della Vita Antonii tracciato da S. Atanasio poco dopo la sua morte (356) e per cogliere in pieno quegli elementi che a distanza di 1650 anni mantengono ancora la piena attualità. Tutta la vita del santo, infatti, è stata all’insegna di queste parole: ha fondato la sua vita su Cristo, in attento ascolto della Parola di Dio, per una conformazione piena a Lui.
“Appoggiati sempre sulla testimonianza delle Scritture” (Detti 3)
Punto iniziale del suo percorso esistenziale è la parola di Dio (Vita Antonimi 2-3).
Tutta la vita di Antonio si fonda sulla Parola di Dio, perché Cristo possa incarnarsi e vivere in lui. Per orientare e riorientare sempre la propria vita nella direzione di Dio, segue la pratica della lettura assidua della sacra Scrittura, da sola sufficiente per l’insegnamento (VA 16), in un atteggiamento di accoglienza e di stupore che gli fa dire “meravigliatevi che Dio ha scritto la legge per gli uomini e ci ha parlato per mezzo di suo Figlio” (VA 81). Antonio così fa propria la Parola di Dio, la assimila e la metabolizza con la meditazione che diviene preghiera incessante, accompagnando tutti i momenti della giornata. Legge il cuore e conserva nella memoria (VA 3) ed invita i discepoli a fare altrettanto (VA 55), in modo da far parlare la Parola di Dio, Cristo stesso, nell’uomo.
 “Mi basta vederti, padre!” ( Detti 27)
Si racconta che tre padri, ogni anno, spinti dal desiderio di essere arricchiti dalla santità di abba Antonio, si recano a fargli visita. Due dei tre lo tempestano di domande su cose sante, mentre uno di loro rimane in silenzio estatico; sembra quasi non sapere più dare forma ai sentimenti neanche con una sola parola. Il cuore è pieno della presenza di Dio che fa sentire la Sua voce dal Suo tempio: l’uomo Antonio. Il pellegrino non riuscirà a porre domande, sebbene espressamente sollecitato dall’anziano: è lo stupore dell’incontro con Cristo nei suoi santi.
“Mi basta vederti, padre!”
Ma vederlo significa penetrare nella sua storia di uomo “posseduto” da Cristo; vederlo significa andare oltre la gratificazione visiva consentita dalle immagini terrene, andare dentro ma anche oltre le preziose devozioni e tradizioni della pietà popolare, andare in profondità, inoltrarsi nel deserto, fin nell’oscura, luminosissima “montagna interiore”, laddove di Antonio non si trova altro che il cuore di un “cristiano”. Vorrei concludere con l’elogio che S. Atanasio d’Alessandria fa di Antonio nel prologo della Vita Antonii: “So bene che anche voi, quando ne avrete sentito parlare, proverete ammirazione per quell’uomo e vorrete imitarne l’esempio”. Così sia per tutti noi, sperando che questo anno giubilare antoniano abbia prodotto frutti di vera conversione.

Auguri di cuore
vostro don Carlo.

 

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San Domenico
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Sant'Antuono

Lunedi Mercoledi Venerdi ore 19:30
San Domenico
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Venerdi ore 18:00 - 19:30 Sant'Antuono
Sabato ore 18:00 - 19:30 San Domenico

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