La Lettera Pastorale
 

Domenico e Teresa, testimoni dell'amore

 

"Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chinque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna"
(Gv 3.16)

 

Carissimi, questa estate, sarà per la nostra comunità parrocchiale,
un po’ diversa e speciale. E’ un’estate di “ fuoco”. L’Anno Giubilare Antoniano si arricchisce di un’altra “ perla preziosa”. E’ il tempo
in cui ci prepariamo all’enorme grazia riservataci dall’Eterno Padre, di accogliere, dal 5 al 14 settembre, l’urna di S. Teresa di Gesù Bambino, Patrona delle Missioni e Dottore della Chiesa. Occasione propizia è la festa di S. Domenico: rifletteremo insieme sulle meraviglie che Dio compie nei suoi santi, di ieri e di oggi. Domenico e Teresa sono divisi da circa 7 secoli, ma identica è stata la passione che li ha animati: gridare al mondo, con la loro vita, l’Amore di Dio. Annunciare a tutti che Dio ci ama immensamente.
Sono due esempi per la nostra Chiesa isolana in Sinodo, chiamata
alla grande sfida della nuova evangelizzazione nella cultura contemporanea: nichilista, scientista ed edonista. Nel riflettere sui capitoli 12 e 13 della prima lettera di San Paolo ai Corinzi, S. Teresa intuisce, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, che “l’Amore racchiude tutte le vocazioni… ho esclamato: “Gesù, mio Amore, la mia vocazione l’ho trovata finalmente! La mia vocazione è l’amore,… nel cuore della Chiesa. mia madre, sarò l’amore”(Ms B, 3v). Nella corrispondenza con i suoi due fratelli spirituali sacerdoti missionari, Teresa matura una mentalità ed una passione missionaria per tutta la Chiesa. E’ convinta che la sua missione,
dopo la morte, sarà di “ Fare del bene sulla terra fino alla fine del
mondo”. Nelle sue riflessioni, illuminate da una profonda passione per la Sacra Scrittura (Isaia, S. Paolo e i Vangeli), Teresa di Lisieux riconduce le verità fondamentali della fede alla scoperta dell’ Amore misericordioso, alla contemplazione del Cuore di Dio, il quale “è più tenero di una madre” (Ms A, 80 v). Dal Vangelo, dal quale attinge in particolare “la scienza dell’amore di Dio”,si irradia questo uggestivo
annuncio: Dio è Amore; ogni uomo è amato da Dio di un amore soffuso di tenerezza materna. All’Amore paterno - materno di Dio
deve corrispondere il nostro amore di figli, impregnato di fiducia e di abbandono sconfinato in Lui, perché “l’amore si paga soltanto con
l’amore” (Ms B, 4 r). Così è di Domenico. La sua fisionomia spirituale è inconfondibile: egli stesso nei duri anni dell’apostolato si era definito «umile servo della predica zione». Alla base della sua vita sta questo preciso programma: testimo niare amorosamente Dio dinanzi ai fratelli, donando loro, nella povertà evangelica, la verità. Audace e prudente, deciso e rispettoso verso il prossimo,
geniale e obbediente alla Chiesa, Domenico apostolo che non conosce compromessi né irrigidimenti, il predicatore contrario ad
ogni retorica: «Tenero come una mamma, forte come il diamante» (H. Lacordaire). Uomo di preghiera e di studio, contemplativo e allo stesso tempo instancabile annunciatore del Vangelo, colui che parlava con Dio e di Dio con i suoi fratelli e sorelle, tale fu san Domenico. Contemplando nella preghiera il suo Signore e Salvatore, san Domenico è come spinto interiormente ad annunciare ciò che ha contemplato. Lascia la comunità dei canonici di Osma per diventare predicatore itinerante nel sud della Francia, dove imperversa l’errore dell’eresia albigese. Più tardi uomini e donne, lo seguono spinti dalla stessa sete di annunciare il Vangelo dell’Amore di Dio attraverso la parola e l’esempio di vita. Cosa ha spinto san Domenico a fondare l’Ordine dei predicatori? Innanzitutto la sua apertura di cuore verso gli altri, quella compassione attinta nell’Amore di Dio. San Domenico è colpito dalla misericordia di un Dio che vuole la salvezza di tutti gli uomini. La sua compassione si
esprime davanti ad ogni sofferenza, tanto corporea come spirituale.
All’immagine di Gesù che ha rivelato la compassione e l’Amore di Dio per gli uomini, san Domenico si fa parte cipe della sofferenza degli altri, al punto di farla sua. Durante la sua preghiera non mancano i momenti di disperazione e grida: “Mio Dio, mio
Dio, che ne sarà dei peccatori?”. Che ne sarà degli uomini che ignorano la misericordia di Dio perché non ne hanno mai fatto l’esperienza? A questi ultimi, la stessa Teresa si sente più che mai vicina, perché - come lei stessa scrive - si è assisa “alla tavola dei peccatori”(Ms C, 6 r), sperimentando il “silenzio di Dio”, la
“notte oscura della fede”: la sensazione dell’inutilità di tutto, terribile prova sofferta negli ultimi diciotto mesi della sua vita, in cui imparò cosa significa credere e restare fedeli al “Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede”(Rm
15,13).
Come per Teresina, la preghiera di Domenico si trasforma in missione: come il Cristo e gli apostoli annunciatori della Bella Notizia di salvezza, così san Domenico parte alla ricerca di coloro che sono “ fuori le mura”, per dir loro che sono amati da Dio. Carissimi, quale grande occasione è questa estate, spesso dispersiva, per ritornare alla fonte dell’Amore… per rientrare in “casa”! In questa calura
estiva immergiamoci insieme in questo “oceano d’Amore”. Lasciamoci aiutare da “ esperti” come Domenico e Teresa. E sia Gesù in mezzo a fare della nostra parrocchia la “città sul monte”.

Buona festa a tutti, vostro

don Carlo

 

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Sant'Antuono

Domenica ore 10:00 - 19:30
San Domenico
Sabato ore 19:30
Domenica ore 11:30

SS Messe Feriali
Sant'Antuono

Lunedi Mercoledi Venerdi ore 19:30
San Domenico
Martedi Giovedi 19:30

Sacramento della Riconciliazione
Venerdi ore 18:00 - 19:30 Sant'Antuono
Sabato ore 18:00 - 19:30 San Domenico

Adorazione Eucaristica
ore 18:30 Mercoledi Sant'Antuono


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