Carissimi, è tempo di venire “allo scoperto”, superare i limiti a volte ristretti e ben “curati” del proprio ambito, per essere testimoni semplici e visibili di comunione.
Credo che la testimonianza di una vita fraterna “allargata” sia più efficace di tanti progetti volti a far conoscere ai giovani il volto bello della famiglia e della Chiesa, e sia anche il “pane” per la loro fame di senso, di speranza, di amore e di amicizia.
Il titolo: “L’educazione è cosa di cuore”, è una espressione di S. Giovanni Bosco, l’educatore modello, l’educatore alla Vita e all’Amore.
E’ bello e incredibile vedere i frutti che porta con sé avere una visione di educazione a 360°.
Va sottolineato il rapporto educativo tra mamma Margherita e il figlio Giovanni: mamma Margherita, prima cooperatrice di don Bosco, è colei che ha inculcato nel cuore di don Bosco i semi di ciò che sarebbe poi stato il suo metodo preventivo: Ragione, Religione, Amorevolezza. Solo dopo aver vissuto la felice esperienza del focolare domestico, don Bosco affermerà che: “l’educazione è cosa di cuore”.
Dunque, grande educatore alla vita, dove la vita è accoglienza del progetto di un Dio che non può voler altro che il bene per i Suoi figli.
Siamo all’inizio del mese di novembre, mese dei Santi, e per la nostra parrocchia è vivere uno dei momenti più alti dell’anno liturgico: la Settimana Eucaristica, vera settimana di esercizi spirituali per tutti. Abbiamo sempre scelto, come comunità, di caratterizzare l’Eucaristia considerandola come scuola… di perdono, di umiltà, di conversione, di abbandono…
E’ vivere l’Eucaristia educando.
Cristo si fa cibo per noi, per la nostra crescita spirituale-divina. Noi ci preoccupiamo per la crescita dei nostri figli, cerchiamo di sfamare la loro fame e sete (di cibo, di affetto, di scienza, di regole, di creatività, di fantasia, di esperienze, di novità, di spiritualità, di famiglia, di amicizia, di… Dio…).
L’educazione è un aiutare a crescere, è uno degli “altari” su cui celebrare l’eucaristia nella nostra vita coniugale.
La sfida educativa che ci è davanti è su questa linea: come essere genitori, educatori, padri e madri, secondo il progetto che Dio ha preparato per noi; vivere l’educazione come una Eucaristia della vita coniugale.
Se l’Eucaristia è una scuola, essa dunque ci insegna, o meglio ci educa; riprendendo una citazione: “I care”, “mi stai a cuore”, l’Eucaristia è scuola perché a Dio stiamo talmente a cuore da desiderare di abbassarsi alla nostra realtà per comunicarci, insegnarci i segreti per gustare la felicità già qui sulla terra.
Che l’Eucaristia sia scuola, viene letto tra le righe anche nella Bibbia: Gesù è il Maestro, il Rabbì; del resto chi meglio di Gesù è maestro nell’arte dell’amicizia, nell’arte dell’amore, di quell’amore che perdona a fondo perduto e va oltre i pregiudizi della gente?...Amore che infiamma il cuore
L’Eucaristia dunque educa, ci fa crescere nella nostra umanità e divinità.
Veramente, dunque, l’educazione è questione di cuore, di amore a Cristo tanto da desiderare per i fratelli il meglio, tanto da confondersi nel Maestro perché ai fratelli sia portato solo ed esclusivamente il Suo amore.
Attualmente, la nostra sfida è anche quella di educare alla fede i ragazzi, i giovani, le famiglie, le persone più disagiate, perché alla scuola dell’Eucaristia c’è posto per tutti, non è necessario essere delle “cime” o dei “figli di papà”, tutti ci siamo portati perché la capacità di amare e il desiderio di essere amati è inscritto nei nostri geni.
Ecco, allora, siamo educati alla fede per capirci un poco di più nella nostra storia, nel miracolo della storia di amore di Cristo per ciascuno di noi. Lasciamoci educare dall’unico Maestro!
Con fermezza, sproniamo i nostri giovani a fuggire da questa quotidianità farcita spesso da “parole di plastica”, a non recitare la parte di “attore felice”, ma, sull’esempio dei santi, riafferrando i propri sogni, a mettere un pezzo di cuore in tutto ciò che si dice e si fa, ad agganciarsi al paracadute dell’amore e volare nel cielo che è dentro ciascuno di noi.
Ringrazio, lodo e benedico il Signore perché continua a manifestarsi nella testimonianza dei Suoi santi e noi, figli del Padre, continuiamo, nelle nostre realtà, ad essere fermento di comunione, ad essere espressione di una vita che scorre fresca, zampillante in una società che si illude, con i suoi ritmi frenetici, di “mantenersi giovane”.
E in questo Anno Sacerdotale ringraziamo il Signore Gesù che ha fatto dono all’umanità del Sacerdozio. Preghiamo per i sacerdoti perché “è il sacerdote che continua l'opera di redenzione sulla terra”. . . “Se si comprendesse bene il sacerdote qui in terra, si morirebbe non di spavento, ma di amore”... “Il Sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù”( il santo curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney).
Senza sacerdoti non ci sarebbe Eucarestia e Perdono. Mancherebbe a tutti noi questa fondamentale scuola di vita: ”E' un fatto provato: i più validi sostegni della gioventù sono il sacramento della Confessione e della Comunione. Datemi un giovanetto che frequenti questi Sacramenti: voi lo vedrete crescere nell'età giovanile, giungere all'età matura ed arrivare, se così piace a Dio, alla vecchiaia, con una condotta esemplare. Questo lo devono comprendere i giovani, per viverla; ma la devono comprendere anche i loro educatori, per attirarli a ciò” (San Giovanni Bosco).
Dirà al riguardo San Francesco d’Assisi: “L’uomo dovrebbe tremare, la terra dovrebbe vibrare, il cielo intero dovrebbe commuoversi profondamente, quando il Figlio di Dio si rende presente sugli altari nelle mani del sacerdote”. E il santo curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney: “Se conoscessimo il valore della Messa, moriremmo di gioia”
Allora: Coraggio, non temete, avanti insieme, non siamo soli nella “sfida educativa”! vostro don Carlo |