Carissimi,
dopo il tempo natalizio, per la nostra comunità parrocchiale, con il mese di gennaio, ritorna la festa del santo patrono: una grande opportunità per far famiglia. Per fare festa insieme. E’ fare festa intorno a un uomo grande nella santità e ricco di umanità, come Antonio l’egiziano.
Ebbene, come comunità parrocchiale, nei giorni di Natale, esattamente il 19 dicembre, abbiamo fatto festa. Infatti il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione della Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante il riconoscimento del miracolo della serva di Dio Chiara Luce Badano. Che Bello! La Chiesa è sempre giovane nei suoi Santi.
Ieri Antonio, oggi Chiara Luce: non c’è più il tempo, ma solo una vita vissuta in pienezza in entrambi, e che resta per l’Eternità! Quando una ragazza di diciotto anni va in cielo si fa festa. La nostra famiglia parrocchiale e soprattutto i nostri giovani sono tanto legati a questa giovane diciassettenne.
Chiara Badano è un vero esempio di santità autentica, perché la santità, e Chiara Luce ce lo ricorda, non consiste assolutamente nel fare cose straordinarie, ma nel fare in modo straordinario le cose ordinarie.
La vita di Chiara Badano ci fa anche vedere la santità che consiste unicamente nel vedere con occhi nuovi, cioè con gli occhi della fede, con gli occhi del Vangelo, con gli occhi della croce e soprattutto con gli occhi della Pasqua. La santità consiste proprio nel vivere in profondità, sempre e dovunque: fuori casa, a scuola, all’università, sul lavoro. Nel vivere in profondità il Vangelo: il Vangelo dell’Amore, dell’apertura agli altri, dell’apertura a Dio. È certamente molto chiaro nella vita di Chiara Badano.
Mi vengono in mente le simpatiche parole di Giovanni Paolo II, rivolte alla folla di giovani presenti alla Giornata Mondiale della Gioventù, durante il Giubileo dei Giovani, nell'agosto del 2.000 a Roma, quando ricordando un proverbio polacco disse: “ Kto z Kimprzestaje, takim sie staje “, “se vivi con i giovani dovrai diventare anchetu giovane”. Ed è proprio vero, per stare con i giovani bisogna essere giovani o farsi giovani.
Il Papa allora ringraziava quei giovani e diceva: "così ritorno ringiovanito". Anche noi questa possiamo dire che siamo ringiovaniti, anche perché vorrei aggiungere che i santi ringiovaniscono sempre... Anche un santo così lontano nel tempo come il padre degli eremiti dell'Egitto, sant'Antonio Abate. Al riguardo mi piace citare l’elogio che S. Atanasio d’Alessandria fa di Antonio nel prologo della Vita Antonii: “So bene che anche voi, quando ne avrete sentito parlare, proverete ammirazione per quell’uomo e vorrete imitarne l’esempio”.
Lo stesso Pontefice, Giovanni Paolo II, infatti, parlando ad altri giovani, questa volta nel 1980, ebbe a dire: “I santi non invecchianomai... Essi restano testimoni della giovinezza della Chiesa” (2 giugno 1980).
Allora la prossima festa patronale può offrirci la piacevole opportunità, di fare una bella immersione nella giovinezza perenne della Chiesa, attraverso la santità di Antonio Abate.
E qui mi pare opportuno inserire la stupenda riflessione del S. Padre Benedetto XVI, a Colonia, nella scorsa estate, all'ultima GMG, quando disse: "I santi sono i veri riformatori. Solo dai santi, solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo. (...) La rivoluzione vera consiste unicamente nel volgersi senza riserve a Dio, che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l'amore eterno” (22 agosto 2005).
Buona festa a tutti di vero cuore vostro don Carlo
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