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Carissime famiglie,
con il mese di Ottobre la parrocchia apre le porte al nuovo anno pastorale 2009-2010.
Vi faccio una confidenza: è ormai da qualche anno che mi sono fatto l’idea che gli adolescenti sono la voce della verità; so che, quando chiedo loro di esprimere un parere su una qualche questione o un consiglio pratico, mi dicono in modo diretto (a volte fin troppo!) quello che pensano, senza tanti giri di parole. Così ho colto più volte nei loro occhi lo sconcerto davanti a notizie negative sul mondo dei sacerdoti, e dalle loro richieste di spiegazione emergeva una domanda implicita, quasi a dirmi: “Guarda che ci fidiamo di te; tu non sei così, vero?”.
Lo scorso 19 giugno papa Benedetto XVI ha indetto l’anno sacerdotale: perché? Non un anno esclusivo per i sacerdoti, ma un anno “con il coinvolgimento caloroso del nostro popolo cattolico, che indubbiamente ama i propri sacerdoti e li vuol vedere felici, santi e gioiosi nel lavoro apostolico quotidiano” (Lettera ai sacerdoti, 19.05.2009). Perché anche quando si verificano quelle “situazioni mai abbastanza deplorate, in cui è la Chiesa stessa a soffrire per l’infedeltà dei suoi ministri”, il Papa raccomanda alla Chiesa stessa non tanto “la puntigliosa rilevazione” delle loro debolezze, quanto “una rinnovata e lieta coscienza della grandezza del dono di Dio” (Benedetto XVI, 16.06.2009). La questione vera e più profonda non è la crisi dei preti, ma quella di chiedere al Vangelo che cosa dobbiamo fare o, meglio, che cosa dobbiamo essere per accogliere e testimoniare il dono di Dio. “Dio è la sola ricchezza che, in definitiva, gli uomini desiderano trovare in un sacerdote” (Benedetto XVI).
La lettera di Benedetto XVI ai sacerdoti contiene anche «un particolare invito a saper cogliere la nuova primavera che lo Spirito sta suscitando ai nostri giorni nella Chiesa, non per ultimo attraverso i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità [...] Dalla comunione tra ministri ordinati e carismi, infatti, può scaturire un valido impulso per un rinnovato impegno della Chiesa nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo della speranza e della carità in ogni angolo del mondo».
Davvero l’Anno sacerdotale sia per tutti occasione di preghiera, di ringraziamento, di collaborazione fra sacerdoti e laici, chiedendo all’intercessione del santo Curato d’Ars una nuova fioritura di vocazioni, soprattutto perché siano ricche di umanità.
Il Signore ci chiede di dare maggiore slancio all’inestimabile dono per la nostra Parrocchia dell’Adorazione Eucaristica settimanale. Essa è l’incontro vivo con il Gesù Risorto e vivente sacramentalmente, dono e impegno per ciascuno e a cui ciascuno deve sentirsi chiamato, particolarmente in questo speciale Anno Sacerdotale.
La comunione e il lavorare insieme sarà indispensabile, all’inizio di un decennio che ci vedrà tutti impegnati, come Chiesa e non solo, a intraprendere un cammino esaltante ed appassionato, ad affrontare una sfida epocale: la “sfida educativa”. E’ stato questo il tema centrale intorno al quale per tre giorni la nostra chiesa isclana, radunata in Cattedrale per il suo 6° convegno ecclesiale, ha riflettuto insieme, in vista del biennio della “Missione Famiglia e Giovani”. Tema che abbiamo voluto, come consiglio pastorale parrocchiale, porre al centro della nostra prossima azione pastorale.
Cresce ogni giorno di più il consenso diffuso, sia in ambito ecclesiale che in quello civile, circa la rilevanza dell’attuale emergenza educativa, che appena un mese fa, nel corso della sua visita pastorale a Viterbo, Benedetto XVI definiva ineludibile e prioritaria, «grande sfida per ogni comunità cristiana e per l’intera società».
Educare, è accompagnare ciascun individuo, lungo tutta la sua esistenza, nel cammino che lo porta a diventare persona e ad assumere quella "forma" per cui l’uomo è autenticamente uomo.
In questo cammino, la Famiglia è la cellula base per ogni efficace e sana educazione, soprattutto sé è in sinergia con tutte le agenzie educative presenti sul territorio ( parrocchia, scuola, associazioni del tempo libero).
Sento particolarmente urgente la necessità di “avvicinare” i giovani con proposte educative globali. Siamo tutti impegnati in questa sfida: nessuno può delegare ad altri! Coraggio!
I giovani sono una risorsa e non un problema. Dobbiamo impegnarci insieme con ogni risorsa disponibile perché crescano sani e maturi, “forti e coscienti, saldi e leali” (Paolo VI).
Carissime Famiglie, ecco alcuni punti fondamentali del nuovo anno pastorale e non solo.
L’occasione del 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars, sia davvero per tutti un continuare a cercare, dentro le pieghe del cuore e della vita, Dio come l’unico bene. Vorrei concludere con una preghiera intensa, del curato d’Ars, innamorato di Gesù:
Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti,
piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente
Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo, soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,
voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro
Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,
e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo.
Buon cammino! Vostro don Carlo
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