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| Anno Mariano 2008 - 2009 |
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| "Madre mia, fiducia mia" |
| "Ecco tua Madre" |
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LA VIA MARIAE: modello di perfezione
I diversi momenti della vita di Maria sono tappe successive a cui l’anima di ciascuno può guardare nelle
diverse età della vita dello Spirito. L’itinerario spirituale di Maria è via sicura nella piena volontà di Dio,
esperienza che vogliamo vivere in quest’anno di grazia come comunità parrocchiale per conformarci sempre
più a Lei.
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“Eccomi, sono la serva del
Signore” (Lc 1,38).
La prima tappa della vita di Maria
è l’Annunciazione:
l’angelo le si presenta con un
messaggio di Dio che Maria
accetta. Per questo “sì” ha inizio
nel suo grembo la vita fisica di
Gesù.
Qualcosa di analogo accade nella
vita di chi sente la chiamata a
scegliere Dio come tutto della sua
vita: per questo “sì” Cristo inizia a
crescere misticamente nel suo
cuore.
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“L’anima mia
magnifica il
Signore” (Lc1,46)
La seconda tappa è la visita ad
Elisabetta: Maria si reca da lei per
aiutarla, ma trovata in Elisabetta
un’anima aperta ai misteri di Dio,
la fa partecipe della sua
straordinaria esperienza, cantando
il Magnificat e santificando nel
grembo stesso di Elisabetta il
figlio Giovanni Battista.
Ciò accade per coloro, che, scelto
Dio come tutto della propria vita,
sentono che, per tradurre in
pratica questa scelta, devono
incominciare ad amare; a volte le
persone , che avvicinano, manifestano il desiderio di
conoscere il loro segreto. La
propria esperienza partecipata
concorre alla santificazione
dell’anima che ascolta, in quanto
trascende una piccola storia
individuale e rappresenta un fiore
che testimonia l’albero, cioè la
Chiesa. |

“Maria diede alla luce il figlio
suo primogenito” (Lc 2,7).
La terza tappa è la nascita di
Gesù, che Maria offre al mondo.
Anche quanti vivono il Vangelo, di
per sé comunitario, riescono a
dare spiritualmente Gesù al
mondo.
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“Anche a te una spada
trafiggerà l’anima” (Lc2,35).
La quarta tappa è la
presentazione di Gesù al tempio,
dove Maria incontra Simeone,
incontro, che si articola in due
momenti: uno di gioia, perché
Simeone riconosce in quel
bambino il figlio di Dio ed uno di
dolore, perché aggiunge: “Anche a
te una spada trafiggerà l’anima”.
Qualcosa di analogo accade a chi,
ad una certa età della vita
spirituale, il Signore fa capire che
la condizione indispensabile per
essere un cristiano autentico è un
secondo “sì” al dolore, come deva
aver fatto Maria nel profondo del
suo cuore all’ascoltare Simeone.
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“Alzati, prendi il bambino e
sua madre, fuggi in Egitto”
(Mt1,13).
La quinta tappa è la fuga in
Egitto: dopo l’avvertimento di
Simeone, Maria sperimenta il
dolore della fuga in Egitto.
Anche l’ideale evangelico,
presentato al mondo, dopo un po’
di tempo, comincia ad essere
attaccato dalle prime critiche,
dalle prime riserve: è il momento
di salvare la propria vita spirituale
tenendosi strettamente uniti alla
Chiesa, amando coloro che la
perseguitano e combattendo
soprattutto con la preghiera. |
“Figliolo, perché ci hai fatto
così? Ecco, tuo padre ed io,
angosciati ti cercavamo”
(Lc2,48).
La sesta tappa è il ritrovamento
nel tempio: il non vedere più
Gesù, il non udire più la sua voce,
il sottrarsi al suo amore sensibile
di madre costituiscono per Maria
ciò che i mistici chiamano “notte
dei sensi”.
Qualcosa di analogo accade a chi
sente riaffiorare, ad una certa età
spirituale, tentazioni che, per una
grazia speciale, non li avevano più
tormentati.Tentazioni che
sopravvengono perché
comprendano che tutto è dono e
si abbandonino alla volontà del
Padre per avanzare in una più
profonda ed intima unità con Lui.
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“Donna, ecco il tuo figlio,
figlio, ecco la tua madre” (Gv19 26,27).
La settima tappa è la cosiddetta “notte dello spirito”: Maria, ai piedi
della croce la Desolata, la Sola, apre alla veduta di tutti il disegno di Dio
su di lei.
Il suo disegno sboccia a pienezza, perché ella si fa socia con Cristo,
fonda la sua passione con quella di Gesù nella redenzione dell’umanità.
A questo prezzo si guadagna una maternità niversale.
Prova chiesta e richiesta da Gesù ai santi, che al culmine della loro vita
spirituale, nella cosiddetta unione trasformante, possono dire: “Non
sono più io che vivo, ma è cristo che vive in me” (Gal 2,20).
Maria ci insegna che è la volontà di Dio la nostra santificazione. Maria
ci aiuti a raggiungerla per la sola gloria di Dio!
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