
La realizzazione di un’immagine non è solo frutto di fantasia dell’autore, ma è anche la traduzione in forma e colore di studi e ricerche sul tema proposto.
Lo spunto creativo per l’Anno Mariano è nato dalla seguente preghiera: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni male, o Vergine gloriosa e benedetta”.
In quest’invocazione si avverte il desiderio di affidarsi completamente alla Vergine, mettersi nelle sue mani, sicuri dell’aiuto.
La riflessione scaturita dalla preghiera pian piano ha preso le seguenti forme: la delicata mano della Madonna che accoglie nel suo palmo l’isola ed il suo mare, le dita si trasformano in onde per esprimere la protezione verso i marinai (quale mare più sicuro).
La mano della più tenera delle madri presenta nel suo palmo una croce che si adagia sul monte Epomeo, quasi a rassicurare ulteriormente gli abitanti non solo della sua protezione, ma anche quella del Figlio.
L’iconografia della Madonna della Libera che ha stimmate dorate a forma di croce è rara, ma di significato inenso, il dialogo tra Madre e Figlio per la salvezza dell’umanità.
Questa simbologia così particolare non poteva mancare nell’identificazione dell’isola.
I colori scelti sono stati dettati dalla natura del luogo, l’azzurro del mare e del cielo, il verde (nelle varie tonalità) che definisce Ischia da sempre conosciuta come l’isola verde.
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