Carissimi, è con queste parole del Vangelo di Luca che vorrei apprestarmi a dire qualche parola su Colei a cui abbiamo dedicato uno speciale anno.
"De Maria numquam satis", affermava San Bernardo, convinto che su Maria non si sarebbe mai potuto dire abbastanza.
Maria, la donna più straordinaria! La bellezza di avere una donna così, da pensarci, da volerle bene, anche soltanto da salutarla: Ave Maria! A Dio piace questa “Donna”, è innamorato di Maria, ed in più è la Madre di Cristo. Essendo però il Figlio, le somiglia un po’, come tutti i bambini somigliano alle loro madri: dunque Maria somiglia un po’ a suo figlio e nel volto di Maria c’è un po’ dell’immagine del Cristo, di Dio. E’ una cosa spettacolare, di vertiginosa bellezza. Sant'Anselmo dice: "Dio che creò ogni cosa, fece Se stesso da Maria e così tutto rifece". La Madonna è il punto d’arrivo, il momento nella storia dell’umanità a cui tutti sempre dobbiamo guardare per ricordarci chi siamo e dove andiamo. Dio ha creato Maria talmente bella, l’amava talmente tanto che decise di “farsi fare” da Lei. E’ il “capolavoro del Creatore, Maria, per la quale lo Spirito Santo ha sbizzarrito le Sue invenzioni ha versato molte Sue ispirazioni. Bella Maria!” (Chiara Lubich).
Maria è Colei che solo amò, la Creatura delle Delizie di Dio, il Sole del Suo Sole, il Fiore del Suo giardino, il Tabernacolo Santo di Dio, la Carezza dell’Eterno, la Perla del Paradiso, la Vergine che non conosce che il bacio del Signore, il Capolavoro della creazione universale, l'Immagine e la somiglianza perfetta di Dio, destinata a divenire l' Arca del Verbo, la Pace di Dio, Colei che da sola sa amare più di tutta l'umanità messa insieme, inferiore in santità solo a Dio, la Creatura più grande dopo Dio, la gioia del Paradiso, ma ancora, Maria è la Rosa di Dio.
Incredibile, pensate che ci deve essere negli occhi di Maria. Mi piace pensare che Gesù è nato dentro di lei.
Ogni essere umano ha dentro di sé il desiderio insopprimibile di rivivere la qualità e l’intensità sperimentate nel grembo della propria madre nei primi trenta giorni dal concepimento, quando ha vissuto totalmente libero, pieno della sua potenzialità ed unito completamente a Dio. Come non sobbalzare rendendoci conto che, attraverso la relazione profonda con Maria, quest’esperienza la possiamo rinnovare ogni momento, in eterno, rivivendo la pienezza della nostra natura in collegamento con l’Amore del Padre!
Per noi Maria è fontana vivace, uno zampillio di speranza. E’ una “cosa” che ci rinfresca, e noi vogliamo stare sempre sotto questa fontana! Se uno vuole qualcosa deve rivolgersi a Maria, alla Vergine Madre, sennò la speranza non vola. Maria è l’ala che Dio ci ha dato per raggiungere quello che chiediamo.
Al riguardo S. Bernardo di Chiaravalle esprime ciò con una preghiera dolcissima, ricca di fiducioso abbandono:"Ricordati o piissima Vergine Maria, non si è mai udito al mondo che qualcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato.
Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre...". E ancora S. Giovanni Bosco: "In qualsiasi necessità invocate la Madonna e vi assicuro che sarete esauditi!".
Almeno una volta al giorno bisognerebbe dire: grazie Maria! Non si sa perché, però qualcosa ce l’ha data, anche se non l’abbiamo chiesta. "Al comando di Maria - afferma San Bernardino da Siena - tutti obbediscono, anche lo stesso Dio! Basta che la Vergine voglia e tutto sarà fatto".
Solo gli occhi di Maria possono guardare Dio. Cosa sarà quando Maria guarda Dio: lo sapremo solo in Paradiso.
“Tutte le generazioni mi chiameranno beata” .
Con lo stesso stupore di Elisabetta, ci apprestiamo a concludere a Sant’Antuono, che anela ad essere l’evangelica “città sul monte”, il nostro Anno Mariano, chiedendo a Maria di accompagnare la nostra comunità e tutta la Chiesa nel suo cammino verso il Signore e di assisterla nella testimonianza che deve recare in questo scorcio di inizio millennio.
Maria “brilla come un segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in marcia” fra le difficoltà di questo mondo (Lumen gentium, n. 68).
Riponiamo la fiducia nella nostra Mamma comune, spesso invocata con il titolo di Stella Maris, affinché, in mezzo alle tempeste del peccato e agli eventi talvolta dolorosi della storia, rimaniamo saldamente uniti a Gesù e possiamo rendere testimonianza del suo amore. “Seguendola, non vi smarrirete; supplicandola, non conoscerete la disperazione; pensando a lei, evitate ogni errore. Se vi sosterrà, non vi scoraggerete; se vi proteggerà, non avrete nulla da temere; sotto la sua guida, ignorerete la fatica; grazie al suo favore, raggiungerete il fine” (san Bernardo, Seconda omelia sulle parole del Vangelo: “L'Angelo Gabriele fu mandato”).
“Tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1, 48).
In questa beatitudine proclamata da tutte le generazioni, Maria accogli anche le nostre voci:
Ti chiamiamo beata, perché sei colei che l’Eterno Padre ha scelto ad essere la Madre dell’Eterno Figlio, quando “venne la pienezza del tempo” (cf. Gal 4, 4).
Ti chiamiamo beata perché sei colei sulla quale discese lo Spirito Santo e la potenza dell’Altissimo stese la sua ombra (cf. Lc 1, 35), così nacque da te l’Eterno Figlio di Dio, come uomo.
Ti chiamiamo beata. Così ti hanno chiamata tutte le generazioni. Così ti chiama la nostra generazione.
Ti salutiamo, Maria! “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo” (Lc 1, 42).
Ti salutiamo, Maria! “Beata sei tu che hai creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (cf. Lc 1, 45).
Nell’anno mariano ti abbiamo seguita sul sentiero della tua visitazione.
Benedetta sei tu che hai creduto! Nella peregrinazione della fede, che fu la tua vita sulla terra, avanzasti custodendo fedelmente la tua unione col Figlio fin sotto la croce (cf. Lumen Gentium, 58).
Lo stesso pellegrinaggio della fede, che hai compiuto fin nelle profondità del mistero di Cristo, tuo Figlio, dall’annunciazione al Calvario, tu l’hai ripreso poi insieme alla Chiesa. L’hai ripreso il giorno della Pentecoste con la Chiesa degli apostoli e dei testimoni, che nasceva nel cenacolo sotto il soffio dello Spirito Consolatore.
Perciò anche noi abbiamo incominciato e vogliamo concludere il nostro pellegrinaggio dell’Anno Mariano nella solennità della Pentecoste. Lo faremo anche vivendo l’esperienza esaltante e stimolante del Congresso Mariologico Internazionale con il Patrocinio della Pontificia Accademia dell’Immacolata, dal tema esaltante: "Nato da donna... perché ricevessimo l'adozione a figli", una riflessione mariana nell’anno paolino. “Di Lei mai abbastanza si dirà” (Chiara Lubich).
Abbiamo incominciato il nostro pellegrinaggio della fede insieme, con la venuta fra noi della Madonna Pellegrina dal Santuario di Fatima e lo concluderemo con il suo ritorno in mezzo a noi in occasione del 50° anniversario della consacrazione dell´Italia al Cuore Immacolato di Maria (1959-2009). Consacreremo a Maria i nostri cuori e le nostre strade: Dodici episodi della vita della Vergine Maria riportati dai Vangeli, come le dodici stelle che adornano il suo capo, raffigurati in artistiche ceramiche disseminate per le strade della parrocchia, per suscitare nel cuore del passante un'invocazione, una lode, una preghiera, il desiderio di imitare la Madre.
Abbiamo dedicato a te, Maria, questa parte del tempo umano, che è anche il tempo liturgico della Chiesa.
L’abbiamo dedicato a te! In te abbiamo posto la nostra fiducia. In te, a cui Dio aveva “affidato” il Figlio Eterno nella storia umana. In te, a cui il tuo Figlio Crocifisso e Abbandonato aveva affidato l’uomo come in un Testamento di Amore supremo.
O Madre, che ci conosci, sii sempre con i tuoi figli! Tutto questo anno, che sta per terminare, è stato il tempo degli “occhi innalzati” a te, Madre di Dio.
L’Anno Mariano finisce. Ma non finisce il tempo degli “occhi innalzati” a Maria.
A Te Maria ci rivolgiamo con la fiducia dei figli: “O Maria poniti di nuovo in viaggio e visita questa perla verde del mare nostro. Ischia è il tuo feudo, il tuo giardino, la tua oasi: farla rifiorire delle più belle virtù che hanno adornato la tua veste di Sposa, perché possa rassomigliarti un po’. Sposa di Cristo senza macchia e senza ruga! Maria custodisci e proteggi la nostra isola bella e tienila sempre stretta nel palmo della tua mano perché non smarrisca i valori veri, nel suo tessuto profondamente cristiano. Ma soprattutto copri con il tuo manto di Amore i bambini nella loro innocenza, i giovani nello smarrimento di figure significative di riferimento nel cammino della vita, i malati perché confortati e consolati sentano il tuo amore dolcissimo di Mamma e le famiglie perché riscoprano sulla mensa del vivere quotidiano il sapore antico e fragrante del pane dell’unità, della condivisione, del perdono e del dono della vita. Riempi il cuore dei sacerdoti di entusiasmo e di passione per la Chiesa da veri innamorati di Gesù, soprattutto in quest’anno sacerdotale che sta per iniziare.
Madre nostra, prendici per mano e intona il Magnificat nel nostro cuore perché possiamo ripeterlo in ogni casa, in ogni ambiente, in ogni situazione.
Tu, nel giorno di Pentecoste, hai visto gli apostoli uscire dal Cenacolo fiduciosi, sereni, lieti di gridare al mondo che la Croce non ha vinto Dio ma Dio ha vinto il mondo con la Croce e con l'amore umile e paziente. Prega per noi!
Prega perché la nostra parrocchia sia Cenacolo vivente, dove ogni giorno discende lo Spirito di Gesù e invia nuovi apostoli nelle vie stanche del mondo per riempirle di segni e semi di Resurrezione, nell'attesa gioiosa dei nuovi cieli e della nuova terra.
Vergine Madre, ripeti oggi a ciascuno di noi e alla nostra comunità l'appello missionario: nel nome di Gesù, CAMMINA! Amen”. Tuo e Vostro don Carlo |