Diocesi di Ischia | Parrocchia Sant'Antonio Abate
 
Arrivio delle Relique
di Santa Teresa di Lisieux
Patrona delle Missioni e Dottore della Chiesa
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Acquisto e Applicazione
 
 
E in primo luogo non esito a dire che la prospettiva in cui deve porsi tutto il cammino pastorale è quella della santità. Non era forse questo il senso ultimo dell'indulgenza giubilare, quale grazia speciale offerta da Cristo perché la vita di ciascun battezzato potesse purificarsi e rinnovarsi profondamente?
Mi auguro che, tra coloro che hanno partecipato al giubileo, siano stati tanti a godere di tale grazia, con piena coscienza del suo carattere esigente. Finito il giubileo, ricomincia il cammino ordinario, ma additare la santità resta più che mai un'urgenza della pastorale.
(Novo Millennio Ineunte, 30)
 
 

Alla luce dell’articolo di fede sulla Comunione dei Santi possiamo comprendere in maniera piena il senso dell’indulgenza, che si configura Come un circuito di santità e di perdono. Tutti i membri della Chiesa (sulla terra, in Cielo e nel Purgatorio), infatti, sono uniti a Cristo e fra di loro così da formare un solo Corpo.
Poiché esiste una comunione tra le persone, esiste anche una comunione tra i beni spirituali. Quindi, nel suo impegno di purificazione “il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei Santi giova anche a lui”.

“In tal modo il ricorso alla comunione dei Santi permette al peccatore contrito di essere in più breve tempo e più efficacemente purificato dalle pene del peccato”. La tradizione cattolica chiama i beni spirituali della comunione “il tesoro della Chiesa “.

Questo tesoro è costituito fondamentalmente dalla redenzione operata da Cristo, cui si aggiungono i meriti di Maria e di tutti i Santi, poiché l’amore di Cristo non ha voluto lasciarci “nella condizione di destinatari passivi”, ma ha voluto “coinvolgerci nella sua opera salvifica”, come dice San Paolo: “Dò compimento a ciò che manca ai patimenti di Cristo nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa”. Pregare per ottenere l’indulgenza significa entrare in questa comunione spirituale.

Le indulgenze non sono necessario, ma sono sommamente utili per la vita cristiana:

  1. La pratica delle Indulgenze conserva vivo nel cristiano il senso del peccato e della misericordia di Dio.
  2. Attraverso l’acquisto delle indulgenze viene alimentata la fede nella Comunione dei Santi.
  3. L’accoglienza dell’indulgenza ricorda al cristiano che “tutto è grazia”, tutto è dono dell’amore infinito di Dio.
  4. Poiché una condizione essenziale per ottenere l’indulgenza è quella di accostarsi ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia, il cristiano è guidato all’atteggiamento di distacco interiore dal peccato e di unione a Cristo.