E in primo
luogo non esito a dire che la prospettiva in cui
deve porsi tutto il cammino pastorale è quella
della santità. Non era forse questo il senso
ultimo dell'indulgenza giubilare, quale grazia speciale
offerta da Cristo perché la vita di ciascun
battezzato potesse purificarsi e rinnovarsi profondamente?
Mi auguro che, tra coloro che hanno partecipato
al giubileo, siano stati tanti a godere di tale
grazia, con piena coscienza del suo carattere esigente.
Finito il giubileo, ricomincia il cammino ordinario,
ma additare la santità resta più che
mai un'urgenza della pastorale.
(Novo Millennio Ineunte, 30) |
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Alla luce dell’articolo di
fede sulla Comunione dei Santi possiamo comprendere
in maniera piena il senso dell’indulgenza, che
si configura Come un circuito di santità e di
perdono. Tutti i membri della Chiesa (sulla terra, in
Cielo e nel Purgatorio), infatti, sono uniti a Cristo
e fra di loro così da formare un solo Corpo.
Poiché esiste una comunione tra le persone, esiste
anche una comunione tra i beni spirituali. Quindi, nel
suo impegno di purificazione “il penitente non
è isolato. Si trova inserito in un mistero di
solidarietà, per cui la santità di Cristo
e dei Santi giova anche a lui”.
“In tal modo il ricorso alla comunione dei
Santi permette al peccatore contrito di essere in più
breve tempo e più efficacemente purificato dalle
pene del peccato”. La tradizione cattolica
chiama i beni spirituali della comunione “il
tesoro della Chiesa “.
Questo tesoro è costituito fondamentalmente
dalla redenzione operata da Cristo, cui si aggiungono
i meriti di Maria e di tutti i Santi, poiché
l’amore di Cristo non ha voluto lasciarci “nella
condizione di destinatari passivi”, ma ha voluto
“coinvolgerci nella sua opera salvifica”,
come dice San Paolo: “Dò compimento a ciò
che manca ai patimenti di Cristo nella mia carne, a
favore del suo corpo che è la Chiesa”.
Pregare per ottenere l’indulgenza significa entrare
in questa comunione spirituale.
Le indulgenze non sono necessario, ma sono sommamente
utili per la vita cristiana:
- La pratica delle Indulgenze conserva vivo nel cristiano
il senso del peccato e della misericordia di Dio.
- Attraverso l’acquisto delle indulgenze viene
alimentata la fede nella Comunione dei Santi.
- L’accoglienza dell’indulgenza ricorda
al cristiano che “tutto è grazia”,
tutto è dono dell’amore infinito di Dio.
- Poiché una condizione essenziale per ottenere
l’indulgenza è quella di accostarsi ai
sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia,
il cristiano è guidato all’atteggiamento
di distacco interiore dal peccato e di unione a Cristo.
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