Il saluto del parroco
 

Grazie per tutto e per sempre!

 


Carissimi,
sono talmente tante le cose che vi vorrei dire che non so da dove cominciare: c’è, negli occhi della memoria, uno scorrere di tanti, tanti volti di bambini, ragazzi, adolescenti e giovani, di genitori incontrati in occasione della formazione sull’educazione, alla catechesi dei ragazzi o delle attività estive o ricreative, di anziani e ammalati, di persone entrate nell’eternità.
 Volti ridenti, sereni, gioiosi, segnati dalla spensieratezza dell’età infantile; volti tristi, preoccupati, marcati dalla sofferenza e dalla fatica.
Il Signore, quasi tredici anni fa, mediante la volontà del Vescovo, mi ha mandato in mezzo a voi. “Io non ho opposto resistenza” (Is 50,5).                                                                                                              
Che cosa ho cercato di fare? Mi sono inserito in continuità con il vissuto della comunità, nel rispetto del suo cammino e delle sue peculiarità, adoperandomi per spingere in essa ancora di più il vento nuovo del Concilio Vaticano II.
In questo tempo ho annunciato la Parola con franchezza (cfr Ef 6,20) a tutti, senza preferenze (cfr At 10,34). Ho faticato instancabilmente per il Regno di Dio, con la tensione di testimoniarlo in mezzo a voi venendo nelle case, nelle nostre piazze, nelle nostre strade, in tutti i nostri ambienti.
Ho “respirato” tutta l’aria che c’è in questo paese; mi sono calato totalmente in tutta la sua realtà, secondo la logica dell’incarnazione e dell’esperienza del Maestro, Gesù Cristo. Avrei voluto dare la mia stessa vita per voi, perché molto presto mi siete diventati cari (cfr 1 Ts 2,8).
Ho profuso le mie migliori energie, con una misura che non ha misura, per favorire tutti i carismi, le vocazioni, i ministeri, gli uffici all’interno di una vera comunità-comunione, secondo uno spirito missionario, espresso con un continuo andare verso tutti gli ambienti e le persone del territorio. Così, insieme, abbiamo davvero reso la parrocchia, come dice il Concilio Vaticano II, Chiesa visibile stabilita su tutta la terra (cfr SC 42). E’ stato desiderio di tutti fare della nostra parrocchia la “città sul monte”, la “casa e scuola di comunione” e la “fabbrica di piccoli santi”: “l’anima mia fa grande il Signore!”
Le punte di diamante della nostra missione sono state: la formazione permanente degli operatori pastorali; la catechesi degli adulti e delle famiglie; la pastorale dei ragazzi e dei giovani, anche mediante le associazioni e le strutture sportive e ricreative create apposta; le attività culturali, massmediali e sociali realizzate in dialogo col territorio, le istituzioni, le associazioni … e tutta la città; la pastorale degli ammalati, dei sofferenti e degli anziani.
In ogni caso, per quasi tredici anni, siete stati, tutti, la Comunità di cui ho fatto parte: una fetta consistente della mia vita è trascorsa a Sant’Antuono e San Domenico. Qui sono arrivato appena ordinato prete: prima "destinazione", il "primo amore che non si scorda mai". Come sarebbe possibile scordare? Dovrei fare alcuni esempi di cose che non si possono dimenticare, ma questo comporterebbe il prolungarsi eccessivo di queste righe: si tratta di ricordi legati a persone e situazioni che porto con me. In questi giorni nell’archivio parrocchiale ho trovato un vero e proprio “archivio o memoria della Grazia”: l’anima mia fa grande il Signore! È difficile per me riassumere la straordinaria e intensa esperienza umana e cristiana di questi anni. È difficile anche definire esattamente il mio ruolo in questa grande avventura: in realtà non mi sono mai sentito tanto protagonista, quanto piuttosto "spettatore" o forse oserei dire testimone di qualcosa che sempre mi ha superato. Sì, posso dire che in questi anni ho visto Dio all’opera, ho assistito da vicino, a volte con meraviglia, a volte quasi incredulo, alle opere di Dio, al Dio che parla e agisce, oggi come ai tempi della storia della salvezza, i tempi della Bibbia.
Se è vero, come è vero, che la parrocchia è la Chiesa sacramento visibile di salvezza (Sacrosanctum Concilium, 42), era decisivo rigenerarla anche sul piano delle sue strutture.
E così questi anni sono stati un continuo cantiere di opere, restauri, ammodernamenti… dando importanza anche ai tanti aspetti piccoli e semplici. L’inventario delle cose realizzate, nonostante lo stile telegrafico, è risultato di molte pagine. Come pure si sono risolti gli straordinari problemi e pendenze legati alle strutture. In questi ultimi giorni ho rivissuto il cammino percorso insieme e mi sono detto: tutto ciò per me rappresenta il concreto linguaggio dell’amore per la Chiesa e per la gente e segno-incentivo di speranza per le nuove e le vecchie generazioni. Insomma è stato bello in questi anni crescere insieme e condividere tante stupende e gioiose esperienze e realizzazioni. Quanti lieti e speciali ricordi fissati per sempre in me e in voi!
Ora, è il momento dell’addio, lascio tutto! “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore” (Gb 1,21). Ancora una volta Dio, mediante il mandato del Vescovo, mi invia in un altro luogo ove si trova il suo popolo. “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per preparare una più certa e più grande” (Manzoni ). E’ un’occasione buona per applicare su me stesso, in modo forte e diretto, - e per questa opportunità ringrazio il vescovo - quel famoso passo evangelico, diventato per me come un motto: “Quando avrete fatto tutto dite: Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc 17,10).
In queste ultime settimane in molti e in vari modi, come non mai, mi avete confidato e avete comunicato apertamente, che il mio ministero è stato determinante per il vostro cammino spirituale ed ecclesiale e che siete dispiaciuti e tristi che me ne vada… Spesso avete pianto e avete provato profondo smarrimento e dolore per me, che non sono degno di tanto. Ma comprendo e condivido questi sentimenti, vi ringrazio immensamente per l’affetto e la solidarietà fraterna che mi dimostrate. Così come anche per il ricordo costante nella preghiera e nel vivere quotidiano. Vi saluto e vi abbraccio ad uno ad uno.
Permettetemi anche un saluto e un abbraccio speciale a tutti coloro che sono stati operai pronti e generosi ad ogni ora.
 Un saluto e un grazie particolare al vescovo per la stima e la fiducia nell’affidarmi il ministero di parroco della parrocchia santuario del nostro santo patrono, cuore della Diocesi di Ischia. Riconosco in questo mandato ancora una volta quel perentorio “seguimi”, che Gesù rivolse a Pietro. In verità - come predicava J.H. Newman
“non siamo chiamati una volta soltanto, ma molte volte; per tutta la nostra vita Cristo ci chiama... sempre di nuovo, da una casa a un’altra, senza che possiamo avere un luogo di riposo…, e quando obbediamo ad un comando, subito ce ne viene dato un altro. Egli ci chiama continuamente, per sempre più santificarci... “.
Vi chiedo scusa se in qualche circostanza vi ho arrecato qualche disagio o offesa. Il Signore sa che mai ne ho avuto la diretta intenzione. Se qualche volta ho sbagliato è stato solo per amore. Dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, nell’Apocalisse: io tutti quelli che amo li rimprovero e li tratto duramente (cfr Ap 3,19). Ma, per merito della continua dolce presenza dello Spirito Santo, nei nostri rapporti è abbondata la gioia, l’armonia, la cordialità e la stima. Insieme ci siamo impegnati ad essere sacramento della misericordia e della tenerezza di Dio.
A Don Giuseppe, bravissimo e generoso sacerdote, il mio sincero e fraterno benvenuto e l’augurio di buon lavoro. Infine, permettetemi, per l’ultima volta di esortarvi ad amare con tutto il cuore il nuovo Parroco e a dare smisuratamente alla Comunità e al Regno di Dio il meglio di voi, secondo la vocazione ricevuta, in perfetta fedeltà a Cristo.
 Un grande saluto a tutti! Finché saremo in questo mondo ci rivedremo quasi sicuramente. Quando non saremo più in questo mondo dobbiamo rivederci nel Paradiso!
Chiedo perdono a chi ho fatto del male, ringrazio chi mi ha fatto del bene. Pregate per me! Con affetto, per tutti invoco, insieme a quella della B.V. Maria, l’intercessione di S. Antonio abate e S.Domenico.                                                                                           Tutto questo a lode e gloria del nostro unico e grande Dio Amore, la beata ed eterna Trinità.  Vi benedico con tutto il mio cuore e… una carezza intrisa di tenerezza ai “miei” bambini e ammalati. Il Signore vi dia pace. Grazie per tutto e per sempre! Così sia. Amen!
Vostro per sempre, perché di Cristo, don Carlo

 

 

 

 

 
 

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Sant'Antuono

Domenica ore 10:00 - 19:30
San Domenico
Sabato ore 19:30
Domenica ore 11:30

SS Messe Feriali
Sant'Antuono

Lunedi Mercoledi Venerdi ore 19:30
San Domenico
Martedi Giovedi 19:30

Sacramento della Riconciliazione
Venerdi ore 18:00 - 19:30 Sant'Antuono
Sabato ore 18:00 - 19:30 San Domenico

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